Il primo contatto con le “Possibilità” (così  chiamo ogni esperienza), mi riporta all’infanzia, ad un giorno particolare in cui il nonno paterno, durante uno dei suoi  poliedrici racconti, mi parlò  di un grande Maestro Hindū dello Yoga che aveva abbandonato il corpo fisico in modo cosciente, negli anni cinquanta del secolo scorso. A distanza di anni capii che si trattava della morte  di Paramahansa Yogananda.   Fui meravigliato da questo racconto che ancor oggi riecheggia dentro di me e in qualche modo, (ne sono convinto)  è  stato l’ innesco, la “fiammella” della  mia ricerca spirituale, di  una trasformazione che mi avrebbe portato in seguito alla ricerca di una realtà più profonda e sottile insita in tutti noi. Parlando ancora dell’infanzia, risale a quell’ epoca anche la mia propensione  al vegetarianesimo, che a tutt’oggi conservo.                         Passarono molti anni prima che, per “purissimo caso”, mi avvicinassi “nuovamente” allo Yoga. Iniziai a praticare Yoga nel 1987 senza alcuna ragione specifica. Ho affrontato inizialmente posizioni, esercizi  respiratori e momenti di rilassamento senza particolare attenzione interiore, ma nel tempo la sensibilità è cambiata, portandomi ad uno stato di consapevolezza  che non avevo mai percepito prima. Negli anni, la pratica mi ha portato a sperimentare stati di coscienza raffinati e da quei “luoghi” emergeva la sensazione intensa che qualcosa di elevato è realmente in noi. Devo a Swami Kriyānanda-ji (discepolo diretto di Paramahansa Yogananda) l’avermi introdotto ai contenuti devozionali e spirituali dello Yoga (Ananda aśram 1998), rimanendo nel tempo  il riferimento nella via spirituale, fonte di Luce e  di continua ispirazione. Durante la frequentazione del Gītānanda Āśram (1999 -2001), sede della U.I.I. (Unione Induista Italiana),  ho sviluppato e maturato tramite gli insegnamenti del maestro Dr. Svāmi Yogananda Giri, un concetto importantissimo nella pratica dello Yoga,  il concetto Tantrico di “Sādhana”: l’auto-identificazione  con la realtà assoluta basato sull’osservanza di regole e pratiche impartite da un Maestro ad un discepolo. Oltre a questo aspetto fondamentale Swamiji è stato una guida sicura per affrontare gli aspetti ritualistici, filosofici e religiosi dell’Induismo (Sanātana dharma) ed affrontare così le pratiche meditative dello Yoga. Ho seguito la pre-formazione all’ordine monastico Daśanamin dei Gīrī e parallelamente la formazione  all’insegnamento dello Yoga tradizionale tantrico Shaiva (Shidda  Siddhanta).  Frequentando il Satyananda Āśram (2003 -2005), ho avuto l’opportunità di approfondire tutti gli aspetti dello Yoga,  da quelli legati al comportamento (Karma Yoga), alla devozione (Bhakti Yoga e Mantra yoga),  alla conoscenza (Jñāna Yoga),  alla fisiologia esoterica (Haṭha Yoga e  Kundalinī Yoga), sino a quelli più sottili e raffinati del Rāja Yoga. La pratica dello Yoga mi ha portato rapidamente a sperimentare gli effetti positivi in ambito fisico e mentale, che emergevano come effetti “collaterali” (così lì consideravo) in un percorso rivolto alla ricerca spirituale. Decisi di approfondire l’argomento partecipando a seminari e corsi, entusiasta dei risvolti terapeutici che intravedevo nelle tecniche Yoga. Di grande rilievo è stato l’incontro nel 2006 con il Dr. Bhole  Fisiologo di Lonavla (India), che mi ha permesso di approfondire gli effetti dello Yoga sulla fisiologia e allargare lo sguardo sulle sue potenzialità di auto-diagnosi e aiuto alla guarigione. Nel 2008 mi sono diplomato come insegnante Yoga presso l’Istituto superiore Yoga e culture orientali (I.S.Y.C.O.).  

 

Lo Yoga è l’insieme degli insegnamenti e delle discipline che, trasformando l’uomo, gli danno la possibilità di ricercare e comprendere gli aspetti più intimi e veri che lo costituiscono. Le vie possibili sono molte, ma la finalità è comunque condivisa e per tutte le tradizioni in cui lo Yoga  si è differenziato è la stessa e si colloca in ambito spirituale. Se la direzione da tenere  è verso la “trascendenza”, tutto il percorso si svolge attraverso il corpo e quindi il lavoro sul corpo assume una posizione di centralità per lo Yogi, essendo il “tempio” in cui abita il Sé superiore (Anima) e insieme il luogo della “trasformazione”. Ě proprio questa completezza dello Yoga che mi affascina, in quanto via filosofica ma profondamente esperienziale, che pone al centro l’uomo, dandoci la percezione della sua natura materiale e allo stesso tempo divina. Posso dire che lo Yoga abbraccia la vita in tutte le sue componenti, esprimendo così pienamente il  concetto di salute integrale secondo la medicina indiana, che è appunto coltivare uno stato di equilibrio fisico, ma anche mentale ed emozionale, senza trascurare gli aspetti più sottili ed elevati. Ciò che cerco di trasmettere nella pratica segue questi concetti basilari dello Yoga, in modo che il punto focale non sia solamente il corpo fisico, ma la consapevolezza si allarghi ad ambiti più ampi e raffinati.

 

 

 

 

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Nel 2009 ho frequentato un corso per istruttore di Hatha Yoga presso A.D.O. U.I.S.P. di Bologna. Dal 2010 sono regolarmente iscritto all’Albo Associazione Nazionale Insegnanti Yoga (Y.A.N.I). Ho così iniziato a  trasmettere ad altri tutto ciò di cui avevo fatto esperienza su me stesso per lungo tempo. Tuttavia, sentivo che ancora qualcosa mancava, che per adattare meglio le tecniche a ciascun individuo mi serviva una comprensione più ampia e profonda delle caratteristiche individuali e degli squilibri che riscontravo nelle persone. Questa comprensione più chiara ed ampia che ricercavo è arrivata quando, nel 2010, mi sono avvicinato alla medicina indiana (Āyurveda); il corso di studi effettuato, con conseguimento finale del diploma di terapista in medicina tradizionale indiana (2014), mi ha permesso di scoprire quei concetti basilari che cercavo e che da allora ho applicato anche nello yoga come guida per scegliere la pratica individuale più indicata. Attraverso l’Āyurveda ho appreso il concetto di “Salute Integrale”, stato dell’essere nel quale c’è equilibrio ed armonia totale di Corpo, Mente, Intelletto e Spirito. Mantengo un costante aggiornamento seguendo seminari e convegni sia in ambito di Yoga e di Āyurveda tenuti da Maestri e da Medici indiani.   Recentemente ho rivolto anche la mia attenzione alle possibilità di utilizzo dello Yoga in ambiti più complessi, in particolare per le patologie neuro-degenerative. Inoltre, dal 2015 ho avviato un progetto di Yoga tradizionale in un centro per persone diversamente abili.  

 

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