MI RACCONTO

Laureata in Lingue e Letterature Straniere, mi avvicino allo Yoga  in un percorso di ricerca iniziato durante un viaggio in Ladakh in cui avviene l’incontro con il giovane Lama Tundup Namgyal che mi avvia alla prime semplici pratiche di meditazione e alla scoperta degli insegnamenti della tradizione buddhista che ancora oggi mi sostengono nella quotidianità.

Nasce un profondo interesse all'Oriente, percepito come parte altra di noi stessi da riconoscere ed esprimere, che si traduce in numerosi viaggi capaci di  riavvicinarmi al luogo interiore.

Ed è così che nella pratica yoga “il tappetino" diventa proprio quel luogo in cui corpo e mente, nutriti dalla consapevolezza e condotti dal respiro, imparano a  sgombrare, deporre, ritrovare spazio e riunificare le proprie risorse con costanza e pazienza. Dopo un lungo viaggio, yoga è il ritorno a casa.

Non avrei mai pensato che questa disciplina mi avrebbe cambiato la vita, ma lo ha fatto.

L’esperienza dell’insegnamento giunge  quasi inaspettata e diventa preziosa occasione in cui ritrovare il contatto con me stessa e l'essere con gli altri.

Negli ultimi anni proseguo il mio cammino accompagnata dagli insegnamenti di Dharma, secondo la tradizione del Maestro Zen Thich Nhat Hanh e secondo il Buddhismo tibetano, di tradizione Mahayana.

L’incontro con il Yogacharia M.V. Bhole, Maestro e Neuro-fisiologo indiano, modifica il mio approccio per quanto riguarda l'esperienza dell'ascolto del respiro, la rieducazione alla respirazione e la trasformazione dei blocchi psico-fisici attraverso il percorso delineato dagli Yoga Sutra di Patanjali. Da questo incontro apprendo il valore dello yoga come terapia e le modalità per impostare una seduta individuale.

Pur rimanendo ancorata allo Yoga come mia radice salda e profonda (“mula”), l’ impegno costante in cui allacciare un dialogo sincero con la Vita nel suo divenire, mi ha portata a formarmi presso il  Mindfulness Experiential Professional Training.

L’approfondimento   della conoscenza della Mindfulness, meditazione di cosapevolezza che trova le sue origine nella Vipassana, si è rivelata preziosa dimensione di ricerca e di esplorazione dell’essere, integrando Yoga e Meditazione come straordinarie possibilità di trasformazione e accettazione di sé.

Il mio percorso di formazione e pratica continua quotidianamente sostenuto da “tapas”, un sincero ardore fatto di costanza ed entusiasmo, in un presente in cui sanno prendere forma esperienze sempre vive e in continua evoluzione, respiro dopo respiro.

La meraviglia del nostro essere è che ogni volta si puo’ scoprire qualcosa in piu’ perché noi cambiamo, il nostro corpo e la nostra mente cambiano e quindi si puo’ andare sempre piu’ in profondità. C’è sempre un pezzettino da poter guardare da un altro punto di vista, c’è sempre un angolino nuovo da cui vedere la stessa cosa per accorgersi che, appunto, non è mai la stessa cosa. E questo accade nella pratica personale.

 

"E' ottimo avere conoscenza delle parole, ma cio' che è piu' importante è averne l'esperienza del cuore, e questo avviene nella pratica" Lama Zopa Rinpoce

Diplomata Insegnante Yoga presso la Scuola Yoga Niketan, affiliata allo Yoga Niketan Ashram di Rishikesh, sono regolarmente certificata YANI (Yoga - Associazione Nazionale Insegnanti).

‍‍Nel 2011, animata da un sincero impegno di trasmissione degli aspetti più integri della tradizione dello Yoga, fondo l’ Associazione Yoga Padma Niketan, insieme ad un'altra insegnante.

Nello stesso anno iniziano gli studi di post-formazione continua  con la Scuola Yoganubhava secondo il Metodo del Dr Bhole , eminente esperto di Pranayama e Yoga Terapia, che  ha dedicato la sua vita alla ricerca medica applicata all’antica disciplina yogica. Dopo i numerosi seminari sotto la diretta conduzione del Dr Bhole, la formazione prosegue per tramite di Lucilla Monti  e Giuseppe Goldoni.

Diplomata nel 2014 Insegnante Senior Mindfulness e Protocollo MBSR presso il CISM di Roma, arricchisco in modo significativo il mio cammino di apertura e sostegno all’altro, non solo acquisendo nuovi strumenti che possano essere applicati nell’ambito della relazione d’aiuto, ma anche sviluppando in me nuove possibilità in termini di “sentire l’altro” attraverso lo sviluppo di una attitudine intenzionale di accoglienza alla sofferenza altrui.

Nel 2016 gli anni di studio e di sperimentazione prendono la forma di un nuovo sentire in cui si rende manifesta “satya”, quell’autenticità che si basa sull’ascolto interiore, attraverso cui si è in grado di stabilire coerenza fra pensiero, parola e azione, anche nel cambiamento. Così è nato SPAZIO SATI.

Come insegnante di Yoga mi sono chiesta a lungo che cosa potessi offrire e la risposta è stata semplicemente "un istante preziosissimo in cui ci si ferma", e  in cui la sosta  non è un modo per essere rilassati nel torpore, non è lo stereotipo del rilassamento, ma è l’incontro con la quiete,  da cui puo’ emergere una  rinnovata energia. E’ avere a disposizione la propria energia, libera dalla fretta e dalla confusione,  e sapere come incanalarla nel proprio agire. Yoga significa poter coltivare la relazione con se stessi, poter contattare il proprio corpo, poter contattare il proprio respiro e fare spazio da dentro per entrare in una percezione piu’ chiara di sè attraverso la quale cominciare a prendersi cura del proprio corpo e della propria mente per poi tornare nel mondo e saper gestire le proprie azioni in modo piu’ saggio.

Il RAJA YOGA , o Yoga di Patanjali, è il fondamento che delinea oggi il mio essere praticante e insegnante; fondamento costruito negli anni grazie al raro lavoro di ricerca trasmessomi dal Dr Bhole e da Lucilla Monti, straordinaria Maestra di Vita. Insieme a loro, mi accompagnano  l'immensa generosità di Sandra Sabatini, erede del patrimoniio yogico elaborato da Vanda Scaravalli, ed il preziosissimo contributo formativo di Moiz Palaci e Renata Angelini, allievi diretti di Gèrard Blitz e Vimala Thakar.

Il Raja Yoga si fonda sull’osservazione e sul cambiamento e guida verso la percezione della nostra coscienza ai suoi vari livelli, aiutandoci a capire com’è organizzata  e come sia possibile far sì che schemi e abitudini si estinguano nel silenzio.

Nell’ insegnamento dello yoga prediligo offrire spunti di indagine che stimolino un atteggiamento di esplorazione e di ascolto di sé a partire dal corpo, dal suo muoversi, dal suo stare, dal suo incessante mutare. Il corpo si rivela allora come veicolo di meditazione attraverso il gesto ed è allora che comprendiamo come dimorare in noi stessi. Quando scopriamo che è possibile rimanere stabili, non perdersi, pur nel variare dei contenuti mentali. Quando riconosciamo che non si tratta di sospendere l’attività della mente, ma ‘solo’ di non esserne sopraffatti.

 

 

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